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Francesco Ippoliti
Nato a San Benedetto dei Marsi nel 1865, medico, figlio di piccoli proprietari terrieri, figura di spicco di quel gruppo di anarchici di San Benedetto dei Marsi costituitosi tra la fine dell’800 e i primi del ’900 in seguito al fecondo incontro tra lavoratori del posto e lavoratori che avevano preso contatti con le idee anarchiche nella emigrazione statunitense. 
 
Ippoliti fu fondatore e animatore del Circolo «II Progresso» il quale, in un primo momento, mise al centro del suo programma la rivendicazione dell’autonomia comunale della frazione di S. Benedetto dal capoluogo Pescina. II medico anarchico fu in costante contatto con le figure più note dell ’anarchismo italiano tra cui Errico Malatesta.
 
Fu collaboratore di numerosi periodici di tendenza anarchica. Perseguitato dal fascismo di cui conobbe spedizioni punitive, carcere e confino, e ricordato in S. Benedetto dei Marsi per la sua generosità professionale (lo chiamavano, per la sua eccessiva magrezza, «i medechitte» e per essere stato il «medico dei poveri» in quanto non solo non si faceva pagare le visite, ma si adoperava per procurare medicinali a chi non aveva soldi per acquistarli. Visse sempre povero e negli ultimi anni, fiaccato nel fisico per le privazioni e le continue persecuzioni, ebbe conforto ed aiuto solo dal suo compagno Francesco De Rubeis e dalla moglie di questi. [Romolo Liberale, Rivista Abruzzese di Studi Storici dal fascismo alla Resistenza anno Vl nn: 2 – 3]. 
 
Franco Massimo Botticchio, nel ricostruire la figura e l’opera di un altro medico condotto locale, Vincenzo De Sanctis, si imbatte in parecchie diverse versioni di una canzone che cita: 

Sull’aride montagne di Roscioli
la vigna coltivasti e il mandorleto,
ed il tresette ti rendeva lieto
fra maglianesi, ove spiccavi i voli.
Di medicina i libri dormian soli
con due dita di polvere in segreto
 
(....)
 
E commenta: 
Quando alcuni anni fa appresi, dalla bocca degli anziani, questa cantilena (e, incuriosito, le sue molteplici versioni), confesso di esser rimasto assai interdetto; ma alle mie domande, gli improvvisati declamatori - rinovellando di getto la canzone - replicavano soltanto: <i farabutti>, col medesimo tono usato dai maestri a redarguir l’ignoranza dell’alunno incorreggibile. Solo piu tardi ho appreso l’esser <i farabutti> uno dei tanti scritti di Francesco Ippoliti (nato a San Benedetto dei Marsi nel 1865; inteso e meglio conosciuto come j mid’chitt’) e le parole udite - su riportate - null’altro che i suoi strali contro Vincenzo De Sanctis (nato a Rosciolo di Magliano dei Marsi nel 1861), personaggio quest’ultimo che nessuno più ricorda, se non come oggetto involontario di una sarcastica canzone. 

  
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